*Ecco
un altro capitolo. Siamo sempre sul momento descritto il capitolo
precedente. Alla fine Rafa ha ceduto, ma vediamo come lo vive subito
dopo Nole, cosa pensa, cosa prova e cosa succede al mattino del
fattaccio. Nole analizza Rafa e forse ne capiamo di più anche noi di
quel complesso e contraddittorio ragazzo. Ricordo che siamo a Roma nel
torneo del 2010. Anche questo è uno dei miei capitoli preferiti, se
devo essere sincera. Ma che posso dire? Io li amo! Buona lettura. Baci
Akane*
15. QUESTIONE DI PROIBIZIONI
/Nole/
“Da un lato penso d’averlo capito. Rafa dico.
Lui non va in base a quel che prova
o desidera, ma a quel che gli vietano o che si sente vietato dalle
situazioni, dai ruoli, dalle regole… ed è lì che alla fine si fissa
involontariamente e finisce per farlo in un modo o nell’altro.
Roger era un puntiglio, non
quell’amore e quell’attrazione che vivono le coppie vere. Per Roger,
magari, su questo non metto becco, non lo conosco da poterlo dire. Ma
Rafa provava una grande venerazione per lui, era amore platonico e se
lui non fosse stato così psicopatico non si sarebbe mai messo con lui.
Ma Roger era il sogno proibito e quando qualcosa è proibito è lì che Rafa arriva e lotta e tanto fa finché non se lo prende.
Roger ha ceduto, tutto lì. Chi non cede a Rafa quando Rafa vuole qualcosa?
Io sono lo stesso discorso, solo più carnale che altro.
Ora lui sta con Roger, cioè a parte
la relazione di facciata che hanno uno con Xisca e l’altro con la
moglie che chiaramente farebbe scappare anche un Santo.
È per questo che lo fa. Lo vuole e
lo fa. Ma non perché sia impossibile evitarlo o sia più forte di lui.
Tutte balle! L’attrazione si combatte, solo la morte non la combatti.
È che io l’ho stuzzicato il
necessario per attirarlo a me ed accendergli il minimo di interesse,
poi lui ha capito che, in ogni caso, non poteva perché sta con Roger.
Ed è stato lì che si è fottuto. Anzi, si è fatto fottere da me!
Perché se non aveva l’idea del ‘non
posso’, magari non si sarebbe mai accorto di me o per lo meno non
avrebbe mai voluto fino a questo punto.
Ora lui ha passato i mesi a dirsi
che non poteva anche se voleva ed alla fine trattieni che ti trattini
ehi, sei Rafael Nadal! Alla fine esploderai sempre!
Sapevo che sarebbe andata così. Lo sapevo.
Adesso non entro nel merito dei suoi
sentimenti, non so cosa provi davvero per Roger, per me e per chiunque
altro. Ma riguardo il fare qualcosa che non si può per lui è così che
va.
Anche a tennis è così.
C’era Roger, il re. Impossibile pensare di batterlo e superarlo. Pazzo chi ci provava.
Lui non solo ci ha pensato e provato, ma ci è riuscito.
La sua è stata pura testardaggine, perché quando lo guardi giocare capisci che si tratta di quello. Lui si impunta.
Non posso farcela? Adesso ti faccio vedere io!
È una questione di proibizioni.
Nessuno può vietargli qualcosa.
Per questo il suo soprannome è azzeccato.
Toro di Manacour. Scherzi? Lui è un toro fatto e finito.
Il rosso è il suo chiodo fisso e ci va contro finché non lo abbatte.
Idem con qualunque proibizione di qualunque tipo. Ci va finché non ci riesce. Anche se magari potrebbe vivere benissimo senza.
Per quanto mi riguarda era uno sfizio, un grande sfizio.
Dopo che mi ha scopato a quel modo e
mi ha scaricato ci sono stato male e mi sono sentito stupido tanto da
doverlo ridicolizzare, poi ho capito che ero io quello ridicolo ed ho
messo le cose a posto fra me e me.
Fino a che non ho realizzato che in realtà Rafa è stuzzicato da me ed allora addio. Dovevo averlo.
Ho usato il metodo migliore, sapevo che dandogli un minimo, lui poi sarebbe cascato come un pero.
Adesso non dico che sono a posto e
realizzato, ma non pretendo una relazione e cose così. Lui non lascerà
mai Roger, a meno che non gli salga la coscienza, il che può essere.
In ogni caso mi sta bene quello che
ho avuto e se l’avrò ancora, tanto meglio, ma non sto certo qua a
struggermi come l’anno scorso per quello che non avrò mai.
Se vuole ci sono, mi preoccuperò di
fargli sempre sapere che sono pronto in ogni momento, ma che si senta
libero di fare quel che vuole.
Il resto sarà una questione fra lui e la sua coscienza e le sue ossessioni.
Mi alzo silenzioso dal letto, mi
metto a sedere e mi giro a guardarlo. Dorme come un bambino, a pancia
in giù ed il pugno vicino alla bocca. Sorrido. Scivolo con lo sguardo
sul suo corpo nudo, la schiena inarcata, la gamba piegata di lato, il
lenzuolo alla vita che nasconde quel sedere così alto e sodo.
Lo allena bene.
Un sorrisino malizioso mi si forma e prendo le lenzuola e le tiro scoprendolo del tutto, lentamente. Ecco, così va meglio.
È una delle visioni più belle mai
avute. Mi mordo il labbro e alla fine ci ripenso. Volevo andarmene
silenzioso senza svegliarlo e vedere come reagiva, ma tanto vale
approfittare fino in fondo, potrebbe essere l’ultima volta.
Così mi metto a carponi sulle sue
gambe, accurato di non toccarlo e svegliarlo, poi con la lingua delineo
la curva delle sue natiche che mi fa impazzire tutte le volte che lo
vedo.
Sa ancora di me e di sesso e questo odore mi fa impazzire, anche se a pensarci è perverso da parte mia.
Sposto la lingua nella fessura,
sull’osso sacro, e poi scivolo giù aiutandomi con le mani ad allargare.
A questo punto si sveglia, piega ancora meglio la gamba di lato dandomi
miglior accesso e mugola.
Ridacchio ma riprendo possesso della sua fessura e poi del suo ingresso che sa ancora di me.
L’odore del sesso è uguale per
tutti, ma quando l’ha fatto con te e tu lo sai è diverso, è ancora più
eccitante. Non perché quello è il tuo odore, ma perché l’hai marchiato
tu!
Rafa è mio con questo odore addosso, quando si laverà non lo sarà più, ma voglio marchiarlo ancora. In modo diverso.
Infilo presto il dito al posto della lingua, entra subito e Rafa porta all’infuori il fondoschiena che resta mio più che mai.
- Mmm… - Comincia. Sorrido. Si alza
ancora di più sulle ginocchia, schiacciando la parte superiore del
busto sul materasso, il viso sul cuscino, gli occhi beatamente chiusi,
una richiesta senza voce.
È chiaro che cosa vuole, ma pensa un po’. Prima ha fatto tanta fatica a farsi scopare ed ora sembra incapace di smettere.
- Rafa… - Comincio continuando a tormentare la sua apertura facendolo anche gemere oltre che impazzire.
- Mm? - Non riesce nemmeno a parlare.
- Ho un problema… - Dico furbo.
- Quale? - Chiede seccato per il fatto che voglia parlarne proprio ora.
- Tu vuoi che ti scopi… - Constatazione ovvia.
- Tu che dici? - risponde sempre più scorbutico.
- Ma io ho bisogno di essere
preparato, altrimenti il giocattolo non funziona… - È una palla enorme,
perché mi basta sfiorarmi per eccitarmi, ma se lo fa lui è meglio.
Così Rafa gira di scatto la testa e
oltre la sua spalla mi guarda raddrizzarmi dietro di lui, mi tengo il
cazzo che non è ai massimi livelli e lo guardo con aria di attesa,
innocente.
Rafa si morde il labbro e con
sguardo corrucciato si tira su, si gira e sempre in quella posizione
favolosa, si appoggia sui gomiti, allarga le gambe sulle ginocchia e
tutto piegato in avanti, apre la bocca e se lo fa portare dentro.
Bravo il mio Rafa.
Lui sì che capisce subito.
Gli poggio la punta sulla lingua in attesa, poi si aiuta con la mano che lo accompagna dentro e fuori.
Mi avvolge caldo e bagnato e deciso,
senza esitare. Vado fino in fono alla gola e muovo il bacino avanti ed
indietro e lui risucchia con quel rumore di labbra che mi fa impazzire.
Lo guardo dall’alto, la sua schiena, la sua nuca.
Oddio, mi dà alla testa.
Forse io che aspetto quando e se gli
va di rifarlo era una barzelletta. Avevo appena scopato, ero
realizzato. Ma penso che mi verrà una crisi d’astinenza dopo un po’.
I miei gemiti si levano nella stanza
mentre l’accompagno con la mano sulla nuca arruffata ed alla fine
eccolo qua, alla fine sono io che sto per venire e lo staccò tirandogli
i capelli. Lui mi fissa eccitato invece che seccato e mi sorprende.
Ah, ma allora gli piace essere comandato!
Forse è anche questo che cerca al di là di Roger.
Roger controlla, ma è dolce come
persona. Scoperanno in modo classico e dolce… ma credo che Rafa abbia
un lato maniaco e perverso, credo che gli piaccia anche essere legato,
se è per questo.
Bene, hai trovato pane per i tuoi denti, mia ossessione.
- Girati. - Mormoro deciso. Rafa
esegue silenzioso e torna come prima, mi porge il suo fondoschiena che
prima avevo ampiamente preparato, mi lecco la mano e succhio le dita
mettendogliele dentro velocemente. Poi senza perdere l’attimo, perché
poi io sto per avere l’orgasmo, lo prendo di nuovo e lo penetro.
Un colpo deciso e ci sono, lui
inarca la schiena, la testa all’indietro, le mani afferrano il
lenzuolo, i muscoli tesi, tutti. Braccia, spalle, schiena, natiche. Mi
stringe e mi fa impazzire, sento quasi male e mi fermo un momento.
Quando si abitua mi molla ed io
allora senza dire nulla inizio a muovere. Una spinta, poi un’altra ed
alla fine un’altra ancora.
Il mondo sparisce intorno a me, spinta dopo spinta.
E lui che mi risucchia, mi ingloba, mi stringe dentro di sé.
Fino a che chiama il mio nome
alzando la voce, tanto che devo chinarmi su di lui, ricoprirlo e
chiudergli la bocca con la mano per non farlo sentire fuori.
Credo che questa cosa gli piaccia, perché viene subito.
Di nuovo.
Gli tiro l’orecchio coi denti.
- Stai zitto o ci sentono tutti… -
Mormoro roco, ma lui ormai è nella pace dei sensi perché non emette
alcun verso, così mi rialzo e mi prendo quello che mi spetta,
aumentando la velocità e l’intensità, fino a venire mentre vedo che si
succhia il dito medio. Perché diavolo lo fa, ora? Cazzo!
Vado fuori di testa, ci vado proprio in bomba.
L’orgasmo è qualcosa di incredibile
e penso che ogni volta sarà sempre più forte. Ogni volta… quante penso
di averne, ancora? Rafa è psicopatico, imprevedibile… magari sarà
l’ultima…
All’idea mi sento male, non può essere l’ultima.
E dove è finita la mia buona volontà di non fare nulla se lui non vuole per non umiliarmi nell’inseguirlo?
Ero rincoglionito quando l’ho pensato!
Mi accascio su di lui, sono sulle
ginocchia e sulle mani, come se lo ricoprissi. Lui si abbassa sotto di
me e gira la testa, ansimante, i corpi che puzzano di noi, di sesso, di
sudore. Ma caldi, fremono.
- Cosa diavolo mi hai fatto? - Dico sconvolto, ansimante. Lui gira il capo e ci vediamo.
- Tu, cosa mi hai fatto! - Esclama
seccato. - Mi hai scopato due volte in meno di 24 ore e tutte le volte
te l’ho chiesto io! Si può sapere come diavolo hai fatto? - A questo
rido, almeno riconosce che l’ha chiesto lui.
- Il mio charme irresistibile ha
colpito… - Ci scherzo su e lui improvviso mi spinge e mi stende sotto
di sé ribaltando le posizioni. Mi tiene i polsi ai lati del viso e lo
guardo sorpreso. Ora è lui il padrone. Se non avessi appena avuto un
orgasmo mi verrebbe subito duro. Mi si siede sopra a cavalcioni e
rimane chino su di me, il viso vicino al mio, mi guarda torvo.
- Non scherzare! Ieri sera hai detto una cosa… -
- Che fai le cose vietate perché
nessuno può comandarti il contrario? Per il gusto di essere libero di
farle? - Sembra pensarci con il broncio ed io alzo la testa e me lo
prendo fra i denti, lui non si ribella, poi tira indietro la testa e
risponde:
- Un puntiglio? Spirito di contraddizione? Capricci? - Alzo le spalle.
- Scegli quella che preferisci, di
quello si tratta. - Lo vedo un po’ in crisi e penso di dovergli dare
una mano, come minimo. E a proposito scivolo con le mani sul suo corpo
e mi fermo sul suo culo. Centro gravitazionale.
- Ma io amo Roger. - Alzo le spalle.
- Ma ami anche essere libero di fare
qualcosa. Tu non potevi andare con altri e ci sei andato per quello.
Non perché lo volevi. Poteva anche essere un altro che sapeva
corteggiarti e stuzzicarti… è che l’idea di non poterlo fare, alla fine
te l’ha fatto fare. Tu odi i divieti. -
Ascolta con attenzione ogni cosa che
gli dico e non si oppone alla visione che gli porgo, così alla fine si
alza sulle mie gambe e si siede dritto, ci pensa con lo sguardo perso
nel vuoto.
- Così non potrò mai avere un vero rapporto… - Per quanto possa essere vero un rapporto vissuto sempre rigorosamente all’ombra.
- Non potevi avere Roger perché
sembrava inarrivabile, impossibile… ed invece alla fine l’hai avuto. Ma
se vuoi sapere cosa penso… - Sposta lo sguardo sul mio incentivandomi a
dirlo, così mi alzo sui gomiti e guardandolo completo il pensiero: -
Era un amore platonico, non carnale. Potevate andare avanti adorandovi
senza mettervi insieme, se tu non avessi avuto quella di ottenere
l’impossibile. È come col tennis. Più un traguardo è folle, più tu fai
finché non ci arrivi. - Rafa continua ad ascoltarmi e a bere ogni
parola che gli dico. Credo che sappia, dentro di sé, che ho ragione,
che è così. Altrimenti mi avrebbe ucciso.
- Sono una così brutta persona? - Alzo le spalle.
- Sei una persona. Pregi e difetti
li abbiamo tutti. I tuoi sono questi… - Scuote il capo e scende da me
sedendosi di schiena a guardare per terra. - I miei pregi non li vedo
proprio… - Sembra molto toccato da questa cosa, si sente davvero male,
in colpa. Mi dispiace, ma io non c’entro. Non è la pistola il
colpevole, il colpevole è chi preme il grilletto. Io sono la pistola,
ma lui è il pistolero.
Mi alzo, striscio vicino a lui e lo circondo con il braccio, poi gli bacio la guancia:
- Scherzi? Sei una persona
dolcissima! - Rafa fa un cenno di sorriso e piega il capo verso il mio
come per accettare il mio bacio.
- Grazie, ma non è per niente vero.
Ho un brutto carattere ed ora tradisco pure per capriccio! - Così
rinforzo la presa su di lui e gli bacio ancora la guancia, scivolando
verso la bocca, rimango sulla sua pelle a rispondere.
- Tutti possono farlo. -
- Ma non tutti lo fanno. -
- Adesso che sai come sei fatto puoi
prendere provvedimenti, se ti senti in colpa, se non puoi sopportare
l’idea di tradire. Sai che potresti rifarlo per questo tuo spirito
libero… ma puoi rimediare alla radice. - Sto velatamente remando verso
di me. Un Rafa libero da legami sentimentali, di quelli reali e non di
quelli formali, è un Rafa accessibile a tutti in qualunque momento.
Penso sia il sogno di chiunque!
Così gira il capo verso il mio, le labbra sulle mie, tira indietro la testa per impedirmi di baciarlo.
- E i pregi veri? - Lo guardo piegando la testa, contemplandolo con un sorriso estasiato.
- Sei bellissimo? - Arrossisce e
ride. - Il sorriso splendido… - Che bacio a tradimento. Arrossisce
ancora. - La tua timidezza nonostante il tuo lato passionale. E che
fissi un obiettivo e lo ottieni, anche se a volte quell’obiettivo non è
corretto. Però arrivi al punto, alla fine. - Sospira ancora triste,
così alzo la mano dalla vita e la immergo fra i suoi capelli
spettinati. - Sei una persona premurosa, a modo tuo. Sei caldo. Sei
dolce con chi ti conosce davvero. Sei fragile. Così fragile che vuoi
essere protetto, ma non hai il coraggio di chiederlo. - Aggrotta la
fronte mentre parto in quarta, forse sto esagerando. Mi sa che ne ho
detta una di troppo. - Sei fantastico nella tua complessità, nei tuoi
difetti, nelle cazzate che fai e poi nella tua combattività, nella tua
voglia di riuscire, di arrivare, di avere. E la fame di libertà. E
l’insicurezza con cui affronti la vita, il contrasto fra paure e
passione. Sei così contraddittorio, così splendido… - Con questo prendo
le sue labbra e non gliele lascio, le intreccio alle mie e le succhio.
Lui rimane senza fiato, penso d’averlo sconvolto. Solo un idiota non
capirebbe che è una dichiarazione, ci manca solo che gli dico che sono
perso ed è fatta. Il punto è che non credevo di essere a questo punto.
Non credevo.
Per un momento penso a Stan e a
quando, nello stare male, ci troviamo e ci consoliamo a vicenda. Non è
nemmeno lontanamente paragonabile a questo. E così, sulla sua bocca,
torno a dirlo più sconvolto che mai.
- Dio, cosa mi hai fatto? - Ma Rafa
non risponde, alza una mano e me la porta sulla guancia, con questo
apre meglio la bocca ed infila la lingua cercando la mia.
Intrecciati uno all’altro, instancabili.
Con che forza esco da questa camera, ora?
Quando lo farò tornerà tutto alla
normalità. Lui farà finta di nulla e cercherà di non stare solo con me,
mi negherà di nuovo tutto ed il sogno sarà finito. Non voglio che
finisca, non voglio.
Sogno, dura per sempre.
Perché doveva andare così?
Dopo la doccia di entrambi, ci
rivestiamo e visto che devo cambiarmi esco prima, controllando che non
ci sia nessuno in corridoio che mi vede uscire dalla sua porta. Prima
di andare mi giro verso di lui e sorrido, è seduto che si infila le
scarpe, i capelli bagnati morbidi intorno al viso, mossi.Profuma di
lui, ora, non più di me. Non è più mio.
Ma sorrido.
- Ci vediamo in giro. - Mormoro piano fingendomi allegro. Lui ricambia ed annuisce.
- Ti faccio sapere quando mi va bene
il doppio… - Quando lo dice ci rimango di sasso. Significa che non se
lo rimangia. Significa che non vuole troncare e fare finta di nulla.
Del resto sarebbe stupido, ci incontriamo moltissime volte in campo ed anche al di fuori… è impossibile pensare di evitarci.
Il sorriso ora migliora e gli faccio il segno dell’OK, poi esco più leggero e felice.
Non è detto, dopotutto, che il sogno sia finito.”