27. IL COMPROMESSO CHE NON MERITI
/Nole/
“Ridiamo ancora un sacco,
quando la canzone del mio telefono finisce perché evidentemente
capiscono che non ho intenzione di rispondere.
Rafa fa il broncio, poi ride con
quel piccolo briciolo di imbarazzo perché si rende conto di essersi
lasciato andare molto, forse si chiede se abbia esagerato, ma poi mi
vede ridere e si rilassa subito. Così mi viene spontaneo prendergli il
viso fra le mani e baciarlo sul sorriso che trovo così tenero.
È come in continua lotta con sé stesso fra chi sa dovrebbe essere, o almeno vorrebbe, e chi invece è e che gli viene.
Però è solo con me, così. Appena siamo davanti a qualcuno, non lo riconosci proprio. È tutt’altra persona.
Serio, composto, calmo. Per nulla matto.
In realtà Rafa ha così tante facce, ha così tanti mondi che non so come faccio a trattenermi dal mangiarlo.
- Quando fai così si vede tutta la tua essenza! - Commento mentre ci togliamo i vestiti insieme.
- Cioè? - Chiede interessato.
- Ah… gay? - Dico ironico.
Potevo metterla su un piano più serio, potevo dire ‘il tuo splendido e
coloratissimo mondo’, ma poteva essere pericoloso per me. Così devio e
lui si stringe nelle spalle arrossendo.
- È quello che sono. -
- Appunto. Solo quando sei con
chi ti fidi, ti rilassi al punto da mostrarti completamente… se il
mondo ti vedesse, non ti riconoscerebbe… -
Si stringe nelle spalle ancora, mentre ormai è quasi nudo, e sembra imbarazzato, come se si vergognasse. Io lo trovo dolce.
- Sono così diverso? - Domanda curioso, mentre si siede sul letto e mi osserva sfilarmi i boxer.
- Oh, sì! - Esclamo ridendo. -
In pubblico non sembri assolutamente una persona festaiola, pazzo che
ama ballare e scatenarsi. E non hai un solo minimo atteggiamento gay.
Quando balli davanti a me, ad esempio, ce l’hai. Se ti incontrassi in
una discoteca penserei ‘ok, quello è gay’! - Si morde la bocca rosso
come un pomodoro e vorrei mangiarlo di baci, ma cerco di trattenermi.
- È così imbarazzante? - Chiede
incerto. - Non me ne rendo conto, penso che in pochi mi vedano. Tu sei
uno di quelli. Davvero pochi… - Sembra pensarci. - Nemmeno la mia
famiglia. Oh, assolutamente no! Però Xisca e mia sorella sì, loro sanno
tutto. - Rafa mi spiega questo suo aspetto facendosi semi serio, si
stende nel letto sotto le lenzuola ed io lo raggiungo.
- Non sei imbarazzante, non ti
muovi da checca se è questo che vuoi sapere. Però si vede, hai qualcosa
che… un modo di fare un po’ gay. Non checca. Gay. È diverso. - Non so
se riesco ad essere chiaro, l’osservo e lo trovo sempre tenero, credo
che stia cercando di capire se è una cosa positiva il modo in cui lo
vedo, oppure no. Così sorrido e lo bacio, ma lui si separa un attimo e
riprende con le domande.
- Ma come mi vedi? - Domanda da
un milione di dollari. Oh mio Dio, il panico mi invade in un attimo
solo, è come se avesse acceso una miccia che poi ha bruciato in un
istante.
Boccheggio dentro di me, ma esternamente sono tranquillo, sorrido, lo guardo con occhi luminosi e poi me la cavo come al solito.
Con un sorrisino malizioso e le mie mani che corrono fra le sue gambe, la bocca si appiccica alla sua.
- Maledettamente sexy… - Rafa cerca di staccarsi, ma lo stendo supino in modo da salirgli sopra ed impedirgli di muoversi.
- Non è una risposta… - Si lamenta.
- Come no! Sei sexy! È così che ti vedo! - Rispondo ancora ridendo, mentre gli bacio il collo. Rafa sbuffa.
- No invece, io dicevo sul
serio. Con te sono spontaneo, ormai, ma non mi rendo conto di come
sono, di come mi vedi. Perché non… - La voce si fa più debole, mentre
gli lecco il collo e scendo poi sui capezzoli. - perché non rispondi
mai sul serio? - La bocca scende sull’inguine. - Perché non sei mai
serio? - E così finisce che geme e mi accompagna la testa con le mani.
Perché se fossi serio, se fossi me stesso come lo sei tu, sarebbe la fine.
Però la risposta è splendido. E non fisicamente. Cioè anche, ma splendido nella sua completezza e complessità.
Ecco come lo vedo.
Da farmi girare la testa.
Quanto riuscirò a gestirmi e a
contenermi con lui, quando siamo soli? Non è un problema in pubblico
perché anche lui è come me quando siamo davanti agli altri, anche se a
volte gli parte l’ormone pazzo e mi violenterebbe anche davanti ai
media. La cosa mi fa impazzire, vorrei così tanto assecondarlo.
Ma, a parte questo, il problema
è proprio in privato. Mi sforzo un sacco di non lasciarmi andare
troppo, di non essere serio come dice lui. So che se ne accorge che
rispondo a tutto con battute o col sesso, però ho paura che se mi
togliessi la maschera… come… come riuscirei a contenere i miei
sentimenti?
Tanto non potremo mai viverla come vorremmo, come sarebbe giusto, come cercheremmo se ci dichiarassimo di amarci.
Quindi è meglio tenerla su questo piano.
Controllarsi è possibile quando si è svegli e vigili, ma quando si dorme ci si lascia andare. Troppo.
Quando apro gli occhi c’è lui
che mi scuote dolcemente, una mano sulla guancia. Mi abituo subito alla
penombra della camera, il suo viso preoccupato e chino sul mio si
delinea e poco dopo realizzo che ansimo un sacco, sono sudato e piango.
Piango perché Rafa mi asciuga gli occhi.
- Cosa sognavi? - Appena me lo
chiede capisco che mi agitavo di nuovo per gli incubi. Ogni tanto
capita, non frequentemente. Quando sono sotto particolare stress.
Quest’anno che sono passato primo non ho di certo sofferto lo stress a
tennis. Lo sto soffrendo nella relazione con Rafa, perché mi impedisco
di viverla come vorrei e questo, evidentemente, macina.
In questi periodi tornano gli incubi.
- Non… non ricordo… - Rispondo roco, anche se mento.
Lui si rimette giù e mi infila un braccio sotto la nuca, sistemandomi su di sé con una dolcezza che mi sconvolge.
Però non ho la forza di oppormi, troppo scosso e terrorizzato da quello che stavo vivendo, che mi sembra di vivere ancora.
La mia infanzia nella guerra non
è facile da dimenticare, a volte riemerge e richiuderla a doppia
mandata in modo che non mi disturbi, non è facile.
Qualche scherzo, qualche risata,
mi aiuta. Mi illude di esserne uscito. O forse mi assicura che nessuno
si accorga che quella notte l’ho sognato di nuovo.
Ma ora, fra le braccia di Rafa, il respiro si calma molto prima del solito e nascondo il viso contro il suo collo.
È con le sue mani che mi
carezzano la schiena ed il braccio, dolcemente, lievi, che mi
riaddormento. Insieme al cuore che non batte più impazzito e la paura
sfuma.
Sfuma di nuovo.
Sognare quei giorni fortunatamente lontani, è un segno.
È il segno che non mi fa bene ingoiare quel che provo per Rafa, ma del resto che alternative ho?
Se si inizia a parlare di amore, poi sfugge tutto di mano e noi più di quello che abbiamo ora, non possiamo avere.
Siamo due ragazzi, siamo
tennisti famosi e siamo rivali. Siamo sotto gli occhi di tutti, ma cosa
più importante siamo due ragazzi, due ragazzi che non potrebbero mai
dichiarare che hanno una relazione, come molti tennisti e tenniste
fanno ad un certo punto, finendo per sposarsi fra di loro.
Noi no.
Più di questo non potremo avere.
Perciò perché dire che lo amo? Come potrei andare dalla mia ragazza, o
guardarlo mentre bacia la sua?
La stagione finisce ed arriva il
periodo in cui io e Rafa ci vediamo di meno, lo prenderò come scusa per
riflettere su come proseguire con lui.
Si sta accorgendo che lui si lascia andare ed io no, penso di star mangiando la foglia.
Sospiro e guardo il telefono, so
che ha vinto, prima mi ha chiamato tutto felice in un momento in cui è
riuscito ad appartarsi dal casino.
Rafa ha vinto la sua quarta Davis Cup, è follia penso. Ci sarà uno che ne ha vinte quante lui?
Roger per esempio non ne ha ancora vinta…
Era così felice, il primo a cui
ha pensato a telefonare sono stato io e nell’esuberanza mi ha detto che
voleva fossi là con lui.
Sono al centro dei suoi
pensieri, con me si lascia andare anche in quegli atteggiamenti che
controlla in pubblico e sicuramente quando scopa con me in quel modo ci
mette più che il corpo. Me ne accorgo mentre gli sono dentro, il modo
in cui si trasporta è diverso dalle altre volte che era solo sesso. È
più emotivo.
Aveva la voce rotta, prima, quando gridava di gioia. Stava per piangere dalla felicità.
Saperlo così felice e così emotivo è bellissimo, è un lato di lui che non conoscono in molti.
Rafa è capace di piangere, solo che non lo fa con nessuno.
Pensando a lui mi arriva un video per telefono, è un amico che abbiamo in comune io e Rafa e mi dice: ‘roba che scotta!’
Impallidisco.
So che lui era alla festa della
Spagna, dove c’è anche Rafa, ma non penso nemmeno per un momento che
possa essere una cosa che lo riguarda.
Quando apro il video se stavo bevendo sarei soffocato.
Mi raddrizzo sul letto e fisso lo schermo pallido, sconvolto più che mai.
- Oh. Mio. Dio! -
Rafa sta ballando su un piano rialzato sopra la gente, con un paio di altri amici, compagni e Dio sa chi.
E balla Ai eu se te pego.
Come la ballava davanti a me.
Allora, non ho mai preso in giro
uno perché gay, non è una questione di atteggiamenti da checca, buffi,
effemminati o chissà cosa.
Però qua Rafa è… oddio, se si mette un cartello in fronte con ‘sono gay’ uno sotto ci scrive ‘non c’erano dubbi!’
Voglio dire… c’è poco da fare.
Anche altri ballano sta canzone stupida, ma lui spicca per queste movenze effemminate.
Insomma, lo vedi e pensi quello che ha scritto il mio amico.
‘Roba che scotta’.
Poi mi riscrive.
‘Ma è gay? Ne sai qualcosa?’
E a questo punto cosa mi invento?
‘Avrà bevuto un po’…’
‘Sì, girano bottiglie di spumante e champagne…’
Sospiro. Almeno la posso spiegare così.
‘Però solo lui balla come un gay!’
‘Che pregiudizi! I gay possono
anche ballare in modo virile, mica per forza lo fanno come le donne. E
quindi un etero può ballare in modo effemminato senza essere gay!’
Mi impegno molto con un tono infastidito, sperando di convincerlo. Ma non potrò convincere tutte le persone alla festa.
Beh, è privata, dovrebbero avere
accesso solo persone fidate, però per quanto fidate siano, nessuno
conosce questo lato di Rafa.
Forse i suoi amici.
‘Comunque si abbraccia di continuo ai suoi amici, sembra una cozza!’
Con questo faccio il broncio.
Cazzo, Rafa!
Sto rimpiangendo di non esser andato con lui.
Che peccato.
Sospiro.
Magari possiamo continuare la seconda parte della festa in privato.
Ci penso e guardo l’ora.
Non è molto tardi e Siviglia e MonteCarlo non distano molto, forse potrei fare la follia.
‘Secondo me è gay! Però lo
nasconde molto bene da sobrio! Sembra schizofrenico! Irriconoscibile!’
Poi aggiunge ‘E pure un po’ imbarazzante se devo dire la verità!’
A questo mi sale su un moto di
odio puro, mi alzo e comincio a vestirmi. Voglio andare a prendere Rafa
e rinchiuderlo in una stanza. Che balli per me!
Cosa gli salta in mente di bere
se non regge l’alcool? Avrà finito la stagione, avrà vinto l’unico
titolo dell’anno oltre al Roland, che cazzo ne so.
E sarà la quarta insalatiera.
Ma non si può fare così!
Mi manda un altro video dove
balla Danza kuduro e continua su questa scia di abbracci, strofinamenti
e gioie gaye con amici, fortunatamente s’appiccica a gente adulta con
cui penso ci sia solo amicizia, non a compagni giovani per cui potrei
impazzire se… ma nel finale del terzo video, e se non la pianta di
mandarmene lo uccido, si appiccica ad uno giovane che non riconosco e
scendono dal palco.
Impallidisco, spariscono e poi il video finisce.
‘Ti dico che è gay!’
‘Tienitelo per te e fatti i
cazzi tuoi! Dov’è ora?’ Non posso che chiedere a lui, ma lui ovviamente
mi risponde che non sa e che non sputtanerebbe il migliore al mondo
nemmeno sotto tortura.
‘Pensavo di essere io il migliore!’
Rispondo scherzando.
‘Tu sei il numero uno, ma Rafa è Rafa!’
Fortunatamente è un suo fan,
così non ci sono problemi. I fan difenderebbero i loro idoli a spada
tratta in ogni caso, anche se ammazzassero.
Poco dopo, sono ormai vestito, Rafa mi chiama e vedendo il suo nome nel display salto subito su.
- Rafa, che cazzo fai? - Chiedo subito con voce stridula.
La sua voce arriva particolarmente acuta e brilla, molto felice comunque.
- Mi hanno chiuso in una camera. - Dice ridendo. - Non so perché. - Ok, non è solo brillo, è ciocco forte.
- Chi? Cosa ti vogliono fare?
Rafa, vattene da quella maledetta festa! Anzi, aspetta!Chiuditi in
bagno che vengo a prenderti. Passo dal retro, quando ti chiamo tu esci!
Fatti una vomitata, intanto! -
Parto come un treno, sto per uscire di casa ma lui ridendo mi ferma.
- Ma sono solo! Mi hanno ficcato
qua e mi hanno detto ‘dormi che è meglio!’ E se ne sono andati. -
Sospiro sollevato. Forse era un amico che ha avuto pietà.
- Ma chi era? -
- Feliciano! Ma glielo ha
chiesto David. Hanno detto che stavo dando troppo spettacolo e che
avevo festeggiato abbastanza e che, seguendo le mie istruzioni, mi
spedivano a dormire. - Rafa parla un sacco e sorrido fermandomi
all’ingresso indeciso se uscire o no.
- Perché? Che istruzioni? -
- Quando c’è una festa e c’è il
rischio che mi lasci andare perché la stagione è finita, chiedo sempre
ai miei compagni che sono con me di fermarmi quando parto. Perché parto
sempre. - ride e lo faccio anche io, istericamente. Maledettamente
geloso. E sollevato.
Benedetti amici.
- Quindi sanno che sei gay e quando bevi ti lasci andare? -
- Lo sanno David, Feliciano, Marc e Fernando. - Che poi sono tutti i suoi compagni di nazionale.
Rido per scaricare la tensione.
- Hai fatto il gay imbarazzante? - Chiedo fingendo di non sapere.
- Penso di sì. Non so, non mi vedo mica. - Sospiro sedendomi sul divano e strofinandomi la fronte e la testa con una mano.
- Ti sei divertito? -
- Molto. -
- Per cui avrai fatto il gay imbarazzante! - Così lui se ne risente.
- Senti, è quello che sono, se mi lascio andare devo vergognarmi? - Mi stringo nelle spalle.
- Sei tu quello che si trattiene sempre in pubblico da sobrio, eh? Puoi fare quello che vuoi. -
- Ma in quel caso mi lasceresti
perché sarei troppo imbarazzante e compromettente! - Spara cazzate, non
pensa nemmeno. Spero che non lo pensi.
- Rafa, io e te stiamo insieme
in privato, nessuno lo sa. Non intacchi la mia immagine se tu fai il
gay imbarazzante! - Non sto usando le parole giuste, però siccome è
ubriaco cerco di dire cose che capisce. Forse le capisce anche troppo.
Tutte male.
- Scusa, dimenticavo che
scopiamo e basta. È una fortuna perché se volessimo venire allo
scoperto tu ti vergogneresti così tanto che mi lasceresti subito! -
Rafa ora ha la ciocca arrabbiata ed io sospiro paziente, forse è meglio
che chiuda e lo lasci dormire, ma in questa luna forse potrebbe uscire
di nuovo e continuare a dare spettacolo.
Pensa che è stato lui a fermarsi
da solo ancora prima di partire, sapendo come fa. Purtroppo ora è
inarrestabile, almeno a parole.
- Sarebbe divertente vedere la
reazione del mondo. Rafa e Novak sono una coppia nella vita privata!
Penso che vinceremmo il premio per miglior shock del secolo! - Rido per
ignorare completamente le sue stupide idiozie da ubriaco, ma lui se la
prende ancora.
- E smettila di scherzare tutte le volte che le cose si fanno serie, cazzo! - questa quasi la urla.
- Calmati. Scherzo perché sei ubriaco, che discorsi seri potremmo fare? -
Rafa grugnisce.
- Non li fai nemmeno quando sono
sobrio! Non sei mai serio, scherzi sempre e poi mi scopi! Non sei mai
te stesso, mai! Hai un lato serio, un lato profondo ed emozionale ma lo
tieni sotto maledetta chiave! -
Sospiro, è questo che macinava. Lo sapevo. Chiudo gli occhi e sto in silenzio, non so cosa dire.
- Ne riparliamo quando sei in te. E così parliamo anche del motivo per cui non posso fare coming out! -
Non so se lui lo farebbe sul
serio, se fosse con me forse sì. Farlo da solo è un conto, farlo con il
compagno che è nella stessa situazione è diverso.
- Spero che tu non te ne
dimentichi, perché ne abbiamo di cose da dirci! - E con questo
chiude la chiamata. Non provo a richiamare, rimango col telefono in
mano a guardarlo, bocca storta, aria incerta e dispiaciuta.
Cosa posso dire? In realtà
faccio a posta a non lasciarmi andare con lui e lui pensa che lo faccio
perché non provo niente per lui. Ne soffre, dannazione, o non l’avrebbe
tirato fuori appena bevuto.
Però non vedo vie d’uscita.
Proprio oggi mio padre mi ha chiesto di nuovo quanto diavolo credo di stare single!
Ci ho quasi litigato.
‘Non perdere tempo dietro a cazzate! Pensa alle cose serie!’
Mi ha urlato.
‘Il tennis è serissimo, penso di avertelo dimostrato ormai!’
‘Il tennis è un contorno, non il centro!’
‘Il tennis è il centro invece!’
‘No, il centro di un uomo è fare una famiglia! Non esiste altro! O forse non sei un vero uomo?’
‘E se non lo fossi?’
‘Non osare, sai, Novak!’
‘Se fossi gay?’
‘Cambierei la serratura!’
Discorso chiuso.
‘Sposati, fai figli, rendi felice la tua donna! Sii uomo!’
Sospiro e chiudo gli occhi appoggiando la testa all’indietro.
A volte accarezzo l’idea di
farlo sul serio, in passato ci sono state coppie coraggiose che sono
venute allo scoperto, coppie omosessuali all’interno del tenni stesso,
ma anche in altri sport, o nella musica, nello spettacolo… e ce l’hanno
fatta.
Mi chiedo e se lo facessimo anche noi?
Coming out fino in fondo, se rivelassimo che stiamo insieme e vivessimo tutto alla luce del sole?
Potrei dargli tutto quello che voglio dargli.
Poi ripiego.
Magari lo faccio solo nel mio privato chiedendo di tenere segretissima la cosa.
Potrei dargli comunque almeno la maggior parte delle cose che vorrei. Potremo vivere insieme, stando attenti forse. Forse.
O forse mi illudo e non potremmo mai a meno che non lo riveliamo al mondo.
Invece così dovrò sposare una
ragazza e fare famiglia, ingannare loro e privare Rafa del nostro tempo
al di fuori del tennis. Lasciarlo solo nelle occasioni che vorrei
condividere con lui. Anniversari, compleanni, feste, vacanze.
Vorrei una vita normale con lui, vorrei solo questo.
Gli occhi mi bruciano e mi spingo il pollice e l’indice sulle palpebre chiuse impedendo alle lacrime di scendere.
Vorrei una vita normale con lui e dargli tutto il mio mondo e quando penso al compromesso lo vedo come una presa per il culo.
Non si merita la versione breve
di me, quella dei tornei, quella di quando posso e sempre stando
attenti che non ci siano occhi.
A volte odio il tennis, odio chi siamo diventati, odio tutto!”